Ci trattiamo bene

Written by:

Ho voluto raggiungere i miei genitori a mare dopo una settimana di lavoro. Abbiamo la fortuna di poterci godere il mare nella stessa regione in cui viviamo, quindi la distanza tra casa e il mare è inferiore a 150 Km. Si tratta del viaggio tra Benevento e Agropoli. Mentre guidavo verso la destinazione, ho notato due cose. Una è che mano a mano che mi avvicinavo verso la costa, il traffico di automobili private aumentava considerevolmente fino a diventare una fila interminabile di automobili private tra Salerno ed Agropoli, spesso occupate solo da una persona. L’altra, è che sulla statale da Battipaglia ad Agropoli, oltre al traffico privato locale e di vacanzieri, c’è un consistente traffico ciclistico di lavoratori agricoli.

Esodo di auto sull'autostrada
Fonte: Italia2tv

Mi sono lasciato andare ad una riflessione sulla gestione del traffico e la produzione di beni agricoli per il consumo ordinario e quello turistico.

  1. L’ultima volta che ho preso i mezzi pubblici per fare il tragitto di cui sopra era luglio 2022. Con una piccola borsa e il computer, ho camminato dal porto di Agropoli fino alla stazione ferroviaria. Circa 40 minuti sotto al sole. Da lì, ho preso un treno per Salerno che ha impiegato circa quaranta minuti per arrivare in città, e poi un’attesa di mezz’ora per prendere un vettore interurbano col sito quasi impossibile da consultare, ma che eventualmente sono riuscito a decifrare per trovare una linea su gomma che mi portasse a Benevento in circa un’ora e mezza. Totale del tragitto: quasi tre ore per 150Km, senza considerare i tempi di attesa. Non vorrei soffermarmi sul costo monetario per l’utente – relativamente basso – ma piuttosto vorrei ragionare sul livello di servizio e sui conseguenti costi non-monetari per singoli utenti e per la società.
    Trovo inaccettabile che non ci sia un servizio di trasporto pubblico capace di collegare due città di una stessa regione. Al di là della dimensione ed importanza amministrativa/turistica di Benevento ed Agropoli, un servizio pubblico di qualità dovrebbe essere in grado di trasportare viaggiatori per 150Km in meno di due ore nell’ambito di una regione.
    Trovo quantomeno arretrato il servizio di trasporto pubblico locale di Benevento e Agropoli. Nel primo caso, le linee sono le medesime che prendevano i miei genitori quando andavano al liceo, con la sola recente modifica di percorso per aggiungere fermate nei pressi di un centro commerciale. Nel secondo caso, non c’è un sistema di trasporto viaggiatori tra stazione ferroviaria e porto turistico.
    Quando il traffico privato diventa intenso, questo non ha conseguenze dannose solo sulla circolazione stradale/sui tempi di percorrenza, ma anche su una serie di aspetti ambientali e di qualità della vita dei residenti. Cioè, avere una rete stradale intasata e inquinata danneggia sia la nostra salute fisica e mentale, sia la nostra capacità di relazionarci al territorio e agli altri che lo abitano. Inoltre, una fila kilometrica di vetture che emettono gas serra ad alta temperatura non fa altro che riscaldare ulteriormente l’aria e riempirla di polveri sottili. Sarebbe quindi opportuno pensare come risolvere l’intensità del traffico sulla direttrice Napoli-Salerno-Cilento con mezzi pubblici a minore impatto ambientale e con reti di trasporto pubblico locale efficienti come treni e navette elettriche. Questo andrebbe fatto soprattutto considerando che la maggior parte dei veicoli che ho osservato (ieri ed in altre occasioni) erano mezzi privati occupati da una/due persone, che il traffico da/per i luoghi che le infrastrutture ferroviarie ci sono (e si possono potenziare/migliorare), e che il trasporto di merci era quasi nullo. Poi si capisce che se c’è bisogno di trasportare fino a 4 persone, bagagli, cani, e ombrelloni, un’automobile privata può essere la soluzione migliore.
  2. L’altra questione su cui vorrei riflettere è quella legata alla presenza di numerosi lavoratori agricoli in bici sulla banchina della Strada Statale 18, nelle strade interpoderali, e sulla litoranea tra Salerno e Paestum. La Piana del Sele è una regione ad alta intensità agricola, ma anche di transito turistico intenso verso le destinazioni balneari e rurali prima cilentane e poi calabresi. Di conseguenza, le strade sono occupate sia da turisti che da lavoratori della terra. Però, i turisti utilizzano mezzi privati inquinanti, veloci, e costosi, mentre i lavoratori di solito usano biciclette tradizionali o elettriche, se fortunati.
    Il primo aspetto controverso è quello legato alla sicurezza e alla salute dei lavoratori. Questo perché andare in bici su una strada a scorrimento veloce e con mezzi pesanti (SS 18) o su una strada interpoderale/provinciale senza illuminazione pubblica, o su una mulattiera sgangherata, è pericoloso per i ciclisti che utilizzano tutte le misure di sicurezza e visibilità possibili, figuriamoci per chi non le mette in pratica. Allo stesso modo, pedalare vicino agli scarichi delle auto a combustione interna non è certamente salutare.
    Il secondo aspetto, legato strettamente al primo, è quello etico. Questi lavoratori sono spesso stranieri, vivono in condizioni precarie sia dal punto di vista sanitario, sia da quello di qualità del lavoro. Di conseguenza non sono integrati nel contesto socio-culturale in cui vivono e non beneficiano dei servizi pubblici già scarsi, tuttavia contribuiscono sia alla “ricchezza” prodotta nel territorio ed esportata in tutta Europa, sia alla qualità dei prodotti alimentari che consumiamo giornalmente in Campania ed altrove. In cambio, ricevono un lavoro da raggiungere pedalando mentre respirano il nostro smog e mentre ci osservano viaggiare verso le “nostre” spiagge.

Oltre ad impegnarci a capire come continuare a fare agricoltura senza sfruttare i lavoratori, potremmo iniziare a pensare a come farli stare in salute come noi. Per esempio, se i mezzi di trasporto utilizzati sono principalmente le biciclette, coime mai le amministrazioni locali non si sono adoperate per costruire un’efficiente rete ciclabile dove i ciclisti possono pedalare liberamente lontano dalle automobili? La Piana del Sele è appunto una pianura: quanto è difficile creare una rete (che sia rete invece che microprogetti ciclabili) capillare tra tutti i centri urbani, le campagne, e le spiagge? Una rete ciclabile efficace toglierebbe tante vetture dalla strada, consentirebbe la creazione di lavoro e relazioni sociali non mediate dalle auto, ridurrebbe la costosa dipendenza di turisti e lavoratori dal petrolio, e si integrerebbe perfettamente con un sistema di trasporto pubblico regionale e locale aumentandone l’efficienza e la capillarità.

Braccianti in campo di pomodori
Fonte: L’Occhio di Salerno

Invece no, nel 2023 in Campania stiamo ancora a fare i maxi-esodi in scatolette di metallo che bruciano petrolio mentre pretendiamo che il nostro cibo costi poco senza considerare che è per assenza di garanzie e diritti dei lavoratori. Ci piace trattarci bene, ma senza pensare che i nostri comportamenti non sono sostenibili all’infinito, né pretendiamo che gli amministratori si occupino di migliorare le condizioni di vita per tutti.

4 risposte a “Ci trattiamo bene”

  1. Avatar Le nostre città sempre più vivibili e le auto a 30Km/h – 90 Secondi
    Le nostre città sempre più vivibili e le auto a 30Km/h – 90 Secondi

    […] momento, la quasi totalità delle persone utilizza mezzi privati a motore. Ci sembra il modo migliore per attraversare addirittura i fragili centri storici in Italia, ma non […]

    "Mi piace"

  2. Avatar Scegliere tra il vecchio e il nuovo vecchio – 90 Secondi
    Scegliere tra il vecchio e il nuovo vecchio – 90 Secondi

    […] di contrastare le destre, come ci immaginiamo il futuro, e in che modo intendiamo cambiare l’andazzo politico approssimativo e cialtrone a cui ci siamo abituati come cittadini, e a cui si sono adattate benissimo le destre al potere. Prendere l’ennesimo anonimo […]

    "Mi piace"

  3. Avatar DANA 2024: quando clima e cementificazione si alleano contro di noi. – 90 Secondi
    DANA 2024: quando clima e cementificazione si alleano contro di noi. – 90 Secondi

    […] ogni nuovo centro commerciale, ogni campo agricolo intensivo rappresentano un passo verso l’illusione di un benessere effimero e momentaneo, e aumentano il rischio idrogeologico. Il vero cambiamento deve partire dalla consapevolezza che la […]

    "Mi piace"

  4. Avatar Essere diversi è sempre più difficile. Farsi domande è sempre più da perdenti. Il prezzo della coscienza critica nell’era del neofascismo digitale. – 90 Secondi
    Essere diversi è sempre più difficile. Farsi domande è sempre più da perdenti. Il prezzo della coscienza critica nell’era del neofascismo digitale. – 90 Secondi

    […] e dall’altro, le persone che si pongono dei quesiti sulla possibilità di alternative al modello economico-sociale dominante, spregiativamente chiamate […]

    "Mi piace"

Lascia un commento